FASE 1

Quando subiamo una perdita, un lutto o stiamo per morire attraversiamo cinque fasi del dolore

Fase 1: negazione

La chiave per sopravvivere quando soffri è negare.
Nega di soffrire.
Nega di essere stanco.
Nega di essere impreparato.
Nega di avere paura.
Nega che sia successo proprio a te.

Ma ancora più importante: nega che sati negando.

Nega e rifiuta tutto. Credi solo a ciò che vuoi credere…
E funziona. Mentiamo così tanto e così bene che finiamo col credere alle nostre menzogne.

Ma la realtà è sempre lì… ed ha un modo del tutto inaspettato di presentarsi.
E noi non possiamo mentire a noi stessi troppo a lungo.

Soffriamo.
Siamo stanchi.
Siamo impreparati.
Siamo impauriti.
E negare non cambia la realtà.

La perita è così grande che non possiamo credere che sia successo proprio a noi…
Ma la realtà è proprio questa: abbiamo perso, siamo stati sconfitti e siamo abbattuti…

…e allora ci arrabbiamo

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Lost

Ogni giorno perdiamo qualcosa…
l’appuntamento di lavoro, l’aereo per le vacanze, l’anello di fidanzamento…
Ma anche cose più piccole: l’indirizzo appuntato sul foglietto di carta, le chiavi della macchina, il portafortuna…
Poi ancora: perdiamo tempo in fila alla posta, perdiamo interesse per qualcosa che un tempo amavamo tanto, perdiamo il sonno…

Si perde.
Tutto qui.

La vita è piena di cose perse e mai ritrovare…

E le persone?
Se perdessimo qualcuno che non sapevamo di avere… ne sentiremmo la mancanza?

Come ho detto, subiamo gli effetti della perdita, quasi, ogni giorno.
Di alcune cose sentiremo la mancanza, altre le sostituiremo e di talune, forse, ci abitueremo all’assenza.

Si perde tutto nella vita… anche la vita stessa.
Ed io… io avevo altre cose da dire, molte altre cose…
… ma mi hai persa.

Once you learn how to die, you learn how to live.

Morire non è facile.
Il nostro corpo è stato fatto per rimanere in vita. Ossa, muscoli, cellule… tutti programmati per proteggerci, sostenerci, evolverci… vivere.
Ma quando il corpo comincia a cedere?

Il corpo umano è progettato per combattere, per compensare. Il nostro corpo è capace di adattarsi in modo che non gli serva ciò che non può avere.
Solo che a volte la perdita è troppo grande e il corpo non riesce a compensare da solo…

Come dicevo, morire non è facile.

Ci insegnano che vivere è meglio di morire… almeno, finché non lo è più.
Eppure, anche se lasciar morire una persona, anche se lasciare morire noi stessi, sappiamo essere la cosa giusta da fare, non siamo stati fatti per questo. Morire è come perdere, è come arrendersi, è come smettere di compensare la perdita… e anche quando sappiamo che non lo è, quando sappiamo che è arrivato il momento, quando sappiamo che è giusto, quando sappiamo di aver fatto tutto ciò che potevamo… è difficile liberarsi dalla sensazione che avremmo potuto fare di più.

Remember (me)

La morte cambia tutto.
Non è solo l’aspetto emotivo, affettivo, fisico del perdere una persona cara; sono più che altro gli aspetti pratici della vita di tutti i giorni.
Chi farà il tuo lavoro? Chi si prenderà cura della tua famiglia?
Per chi muore l’aspetto positivo è che non sarà più compito suo preoccuparsene, e non starà nemmeno a lui trovare una soluzione al problema.
Il mondo andrà avanti anche senza di te, e tu non sarai lì per vederlo.

Dicono che la morte sia più dura per chi rimane.
E’ vero: è così difficile dire addio, accettare la perdita… a volte sembra impossibile.
E’ perché anche se andiamo avanti, se troviamo nuovi equilibri, nuove svolte, nuove motivazioni… non smettiamo mai di sentire la mancanza.
E’ questo che rende tutto più difficile.

Nessuno vuole morire, ma soprattutto nessuno vuole essere dimenticato, così lasciamo dei pezzetti di noi alle nostre spalle, piccoli promemoria, segni del nostro passaggio fugace e temporaneo in questo mondo.
Una vita di attimi, fotografie, ricordi.
Cose per cui saremo ricordati anche quando non ci saremo più.

Post Lezione_10: SACRIFICE

La chiave per essere una persona di successo è rinunciare.
Rinunciare al sonno, agli amici, agli amanti, a una vita normale, alla famiglia, alle ore di svago…
Sacrifichiamo tutto per quell’unico desiderato momento: il momento in cui diremo “ce l’ho fatta”.
Ci sono giorni in cui pensi che valga la pena sacrificarsi per tutto, e ci sono giorni in cui ogni cosa sembra un sacrificio.
E poi ci sono sacrifici che non si capisce proprio perché si debbano fare.

Qualcuno una volta disse che si può ottenere ciò che si vuole nella vita, se siamo disposti a sacrificarci veramente per essa.
Quello che in realtà credo si dovrebbe dire è che ogni cosa ha il suo prezzo, quindi prima di affrontare una battaglia è meglio sedersi a pensare, e decidere quanto si è disposti a perdere.
Perché molto spesso fare quello che ti far star bene non significa fare ciò che è giusto. E altrettanto spesso fare ciò che è giusto non è detto che ti faccia stare così bene.
Perché a volte, per avere successo, bisogna aver perso parecchio. A volte bisogna perdere tutto.

Ovviamente i sacrifici più duri sono quelli che ci piombano addosso al improvviso, quando non c’è tempo di escogitare una strategia, di fare una scelta, o di valutare le potenziali perdite.
Quando questo accade, quando è la battaglia che ha deciso di scegliere noi, e non viceversa, allora il sacrificio diventa insopportabile.