Lost

Ogni giorno perdiamo qualcosa…
l’appuntamento di lavoro, l’aereo per le vacanze, l’anello di fidanzamento…
Ma anche cose più piccole: l’indirizzo appuntato sul foglietto di carta, le chiavi della macchina, il portafortuna…
Poi ancora: perdiamo tempo in fila alla posta, perdiamo interesse per qualcosa che un tempo amavamo tanto, perdiamo il sonno…

Si perde.
Tutto qui.

La vita è piena di cose perse e mai ritrovare…

E le persone?
Se perdessimo qualcuno che non sapevamo di avere… ne sentiremmo la mancanza?

Come ho detto, subiamo gli effetti della perdita, quasi, ogni giorno.
Di alcune cose sentiremo la mancanza, altre le sostituiremo e di talune, forse, ci abitueremo all’assenza.

Si perde tutto nella vita… anche la vita stessa.
Ed io… io avevo altre cose da dire, molte altre cose…
… ma mi hai persa.

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Lesson_30: NOT GIVE UP SO EASILY

La sconfitta non esiste. Non per la sottoscritta almeno.
Non ho mai incontrato cosa che mi abbia fatto pensare “non posso farcela”.
Ogni impresa all’apparenza impossibile, è solo un’altra sfida da vincere.
Progetti, iniziative, novità… sono le cose che mi fanno alzare dal letto ogni mattina.

Non mi faccio intimorire facilmente.
Non tentenno…
Non indugio…
Non indietreggio…
… e di sicuro non mi arrendo.

Per poter tener fede ai miei impegni devo credere fortemente che la sconfitta non possa realizzarsi, che non importa quanto sia difficile e critica una situazione… c’è sempre speranza, per la mia riuscita.
Perché perfino quando la speranza sembra doversi adattare alla realtà e io mi debba arrendere alla brutale verità che, forse, esiste qualcosa che è troppo anche per me… a ben guardare è solo una battaglia persa sul campo di oggi… la guerra di domani è ancora tutta da combattere.

Perché, come si fa a sapere quando qualcosa è oltremisura?
quando è troppo tardi…
quando si parla troppo…
quando si chiede troppo…
quando si spera troppo…
e quando qualcosa è semplicemente troppo per noi.

C’è una cosa strana nella resa…
così come quando hai successo, quando ti arrendi, a posteriori… ti dimentichi persino il motivo per cui stavi combattendo.

Lesson_14: IMPROVISATION

In generale, la gente si può dividere in due categorie: quelli che amano le sorprese e quelli che non le amano.
Io… non le amo.

Ho sempre pensato che le persone che amano le sorprese siano dei totali incoscienti, o degli assoluti pianificatori. Avere sempre ben chiaro un piano d’azione è il punto di partenza essenziale per una altrettanto efficiente strategie operativa.

Il problema dei piani, però, è che il più delle volte non tengono conto dell’imprevisto: perciò quando qualcosa ci sorprende, sul lavoro, in amore, nella vita di tutti i giorni… l’unica cosa che ci resta da fare è improvvisare. E come in tutte le cose, qualcuno di noi ci riesce meglio di qualcun altro.

Non ci piace dover cambiare strategia.
A volte cambiare vuol dire passare al piano B e fare del nostro meglio per limitare i danni.
Altre volte quello che ci serve per ottenere ciò che vogliamo è semplicemente un nuovo piano.
Ma qualche volta, l’unica cosa che ci resta da fare è accettare che nessun piano potrà portarci a ciò che desideriamo.

Sappiamo essere veramente testardi quando si tratta di accettare il cambiamento.
La nostra mente preserva intatta la speranza che si possa tornare intero.
Possiamo sforzarci quanto ci pare, ma la nostra mente lotterà strenuamente per quella speranza: con le unghie e con i denti si aggrapperà all’ultimo brandello che ne resta…
Finché, d’un tratto, non trova un suo modo per capire questa nuova realtà.
Ed accettare che, spesso, ciò che è perso è perso per sempre.