Forever?

Il punto è: non si sa mai che giorno sarà.
Per quanto ne sai potrebbe essere il giorno peggiore della tua vita, o il migliore, o uno dei tanti.
Il fatto è che ogni volta che crediamo di conoscere il futuro, questo cambia…e allora non ci resta che cambiare mossa, oppure…improvvisare
Il problema delle improvvisazioni? Fanno paura, perché potrebbero concludersi con le lacrime…
Ed è esattamente questo che le rende così dannatamente emozionanti.

L’energia, la materia, le situazioni, le emozioni… si trasformano, si fondono, crescono, muoiono.
È il fatto che noi cerchiamo continuante di non cambiare che è innaturale, il modo in cui ci aggrappiamo alle cose così come credevamo fossero invece di lasciarle essere ciò che sono, il modo in cui ci fossilizziamo e crogioliamo nei vecchi ricordi invece di farcene dei nuovi, il modo in cui insistiamo nel credere che nella vita, tutto debba essere “per sempre”.

“E vissero per sempre felici e contenti”. Favole… E qual’è il problema delle favole? Il problema è che le favole non diventano realtà.
Le favole non si avverano.
Ma la realtà… la realtà è molto più imprevedibile, inaspettata, spaventosa…
La realtà è molto più interessante del “e vissero per sempre felici e contenti”.

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Till the end…

Per la mente umana non è concepibile l’idea dell’infinito. 
Ogni volta che pensiamo all’universo, all’abisso, allo sconfinato, ci assale un senso di vertigine.
Il “senza fine” non fa parte del nostro essere. 
Tutto quello che vediamo, tutto quello che sentiamo, tutto quello che tocchiamo, gustiamo e percepiamo ha senso solo rinchiuso nei suoi limiti che lo identificano, lo descrivono, lo raffigurano, lo nominano e ci permettono di conoscerlo.
Ciò che non è finito, ci sfugge.
Tutto, probabilmente, dipende dal fatto che noi stessi siamo finiti e, in quanto tali, vediamo tutto a termine.

Eppure è insito, anche, nella natura umana il desiderio di spingerci sempre un po’ più in là. 
Il confine, il limite, il traguardo… la fine, possono anche rivelarsi il punto di partenza per qualcosa d’altro. Qualcosa di sconosciuto, qualcosa di misterioso, qualcosa di nuovo… qualcosa che ci spaventa, ma allo stesso tempo ci attrae.

E’ la vertigine dell’infinito!

La vertigine per la quale, sebbene sappiamo che tutto nasce per poi morire, ci ritroviamo, ingenui, a credere che il per sempre sarà la nostra fine.