The Me Nobody Knows (IL PreTesto CAP II)

Fa paura rivelare tutto di noi stessi.

Forse è sbagliato, forse doveremmo essere meno fifoni…
Però è anche vero che questa “paura” ci aiuta a essere riservati, a proteggerci.

Ci sono un mucchio di cose che gli altri non sanno di noi…
Ci sono aspetti di noi che gli altri magari non conosceranno mai…
Non è sicuro tirare fuori tutti i nostri segreti, non possiamo svelare tutta la verità ed esporci così al giudizio degli altri.

La vergogna è il nostro problema più grosso.

Cerchiamo di nasconderci per proteggerci dai giudizi degli altri, ma il nostro corpo non mente mai.
La verità è sempre qui, sotto gli occhi di tutti: nei nostri movimenti, nei nostri gesti, nel nostro corpo… che non deve dire neanche una parola per svelarsi.

Credo che sia la vergogna a dettare il comportamento umano.
La persona che crediamo di essere è ciò che raccontiamo agli altri per cercare di convincerli…
Ma non possiamo nasconderci per sempre. E il nostro corpo, non mente mai.

La vergogna può paralizzarci, la nostra idea di noi stessi può immobilizzarci, le nostre aspettative su chi saremo, su dove andremo, sulla differenza che faremo… sono ciò che ci lasciano fermi.
Potremmo morire dentro se le diamo questa possibilità.

Non lasciate che succeda.
Non defilatevi.
Non nascondetevi.
Non vergognatevi.
C’è del talento in noi… non deludiamolo.
Non fermiamoci al ordinario. Puntiamo ad essere straordinari.

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Lasciala andare

La storia della nostra evoluzione è la storia di ciò che ci lasciamo alle spalle: ciò che abbiamo scartato e ciò che abbiamo deciso di non trattenere. La natura ha fatto si che i nostri corpi custodissero le cose che ci servono assolutamente per sopravvivere… le cose che non ci servono, invece, le eliminiamo.

La metamorfosi da ciò che eravamo a ciò che possiamo diventare è una “fase di transizione” in cui apparentemente nulla dall’esterno può testimoniare i tuoi sforzi.
A volte, durante questa fase di transizione, sembra che ci sia un momento in cui sia impossible andare avanti. Ma è solo perché ormai è praticamente fatta.

Il cambiamento è movimento.
Da una parte c’è quella parte della vita che non serve più, dall’altra una prospettiva completamente nuova.
Può sembrare un lunghissimo, oscuro tunnel spaventoso pronto ad inghiottirti… ma devi uscire dall’altro lato, perchè quello che ti attende al di là, potrebbe essere splendido.

Non siamo grossolani, non nascondiamoci…
C’è un grande talento in noi.
Non deludiamolo.

Post Lesson_15: YOU DRIVE ME CRAZY

Il problema delle lezioni di teatro è che ti senti pazzo il più delle volte.
Ti muovi nello spazio secondo schemi sconnessi, esegui riscaldamenti vocali per emettere suoni impensabili, personifichi gente in profonda antitesi col tuo io…
E alla fine, perdi la capacità di capire ciò che è normale, sia in te stesso che negli altri.

Eppure le persone ti dicono in continuazione che sei un artista, un esteta.
E tu? Come diavolo potresti paragonarti ad una artista se non sai neanche tu quel che stai facendo?
Alla fine della lezione la pratica del “recitare” si avvicina poco alle aspettative che avevamo.

Scegliamo teatro perché vogliamo sentirci dei personaggi grandiosi. Scegliamo teatro perché vogliamo sperimentare imprese impossibili. Scegliamo teatro perché vogliamo sfidare le nostre paure. Scegliamo teatro per l’adrenalina, per l’euforia, per l’emozione.
Il più delle volte, però, alla fine della lezione tutto ciò che ci portiamo a casa è la delusione per ciò che non siamo stati in grado di fare.
Quello che ci tiene svegli nel letto è il pensiero dei limiti che non abbiamo oltrepassato, degli ostacoli che non abbiamo superato, della paura che non abbiamo sconfitto, e della performance che non siamo riusciti a salvare.

Ho smesso di chiedermi perché la gente rinuncia, mi chiedo semmai perché si incaponisca.
Davanti a tutte le mancanze che possiamo accumulare in un giorno, in un’ora, in un secondo… dovremmo piuttosto chiederci dov’è che troviamo la forza di riprovarci ancora.