Act your body

Il corpo è un insieme di possibilità.

Vorrei che vi fermaste ad osservare bene il corpo che avete davanti… il vostro strumento.

Non ha nulla di speciale.

È solo un corpo.

Ma allora, cos’è che c’è di diverso? Cos’è cambiato dopo oggi? 

La risposta è…noi.

Siamo noi ad essere cambiati, ora. Abbiamo preso tutto ciò che pensavamo di sapere sulle nostre azioni, sul nostro corpo… e lo abbiamo messo da parte. Abbiamo osservato ogni movimento, ogni istante, ogni singola azione… abbiamo osservato questo nostro corpo, come se non lo avessimo mai visto, usato, ascoltato, studiato prima d’ora.

Ed è da questo corpo che abbiamo cominciato…

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Il PreTesto 

È intenso quello che può succedere in una sala prove di un teatro, quando sono i nostri copri ad essere chiamati a l’azione, molto più delle nostri menti.

C’è qualcosa di più essenziale, profondo e forte nel agire del nostro corpo. 

Ho imparato che di tutto quello che mettiamo in campo certi di esprimere noi stessi: molto non è necessario, qualcosa è superfluo, tanto è inutile…

Se accettiamo la sfida di smettere di nasconderci nella forma del racconto che vogliamo dare di noi, potremmo sorprenderci nello scoprire quale potere e potenziale espressivo (ed esplosivo)  abbiamo a disposizione spogliandoci del idea che abbiamo nella nostra mente e imparando a lasciar emergere ciò che siamo realmente nel nostro copro.

L’essenziale è imparare a restare in stretto contatto con il proprio corpo… e nei momenti di sconforto, affidarsi ai propri compagni d’avvenuta.
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The Me Nobody Knows (IL PreTesto CAP II)

Fa paura rivelare tutto di noi stessi.

Forse è sbagliato, forse doveremmo essere meno fifoni…
Però è anche vero che questa “paura” ci aiuta a essere riservati, a proteggerci.

Ci sono un mucchio di cose che gli altri non sanno di noi…
Ci sono aspetti di noi che gli altri magari non conosceranno mai…
Non è sicuro tirare fuori tutti i nostri segreti, non possiamo svelare tutta la verità ed esporci così al giudizio degli altri.

La vergogna è il nostro problema più grosso.

Cerchiamo di nasconderci per proteggerci dai giudizi degli altri, ma il nostro corpo non mente mai.
La verità è sempre qui, sotto gli occhi di tutti: nei nostri movimenti, nei nostri gesti, nel nostro corpo… che non deve dire neanche una parola per svelarsi.

Credo che sia la vergogna a dettare il comportamento umano.
La persona che crediamo di essere è ciò che raccontiamo agli altri per cercare di convincerli…
Ma non possiamo nasconderci per sempre. E il nostro corpo, non mente mai.

La vergogna può paralizzarci, la nostra idea di noi stessi può immobilizzarci, le nostre aspettative su chi saremo, su dove andremo, sulla differenza che faremo… sono ciò che ci lasciano fermi.
Potremmo morire dentro se le diamo questa possibilità.

Non lasciate che succeda.
Non defilatevi.
Non nascondetevi.
Non vergognatevi.
C’è del talento in noi… non deludiamolo.
Non fermiamoci al ordinario. Puntiamo ad essere straordinari.

Once you learn how to die, you learn how to live.

Morire non è facile.
Il nostro corpo è stato fatto per rimanere in vita. Ossa, muscoli, cellule… tutti programmati per proteggerci, sostenerci, evolverci… vivere.
Ma quando il corpo comincia a cedere?

Il corpo umano è progettato per combattere, per compensare. Il nostro corpo è capace di adattarsi in modo che non gli serva ciò che non può avere.
Solo che a volte la perdita è troppo grande e il corpo non riesce a compensare da solo…

Come dicevo, morire non è facile.

Ci insegnano che vivere è meglio di morire… almeno, finché non lo è più.
Eppure, anche se lasciar morire una persona, anche se lasciare morire noi stessi, sappiamo essere la cosa giusta da fare, non siamo stati fatti per questo. Morire è come perdere, è come arrendersi, è come smettere di compensare la perdita… e anche quando sappiamo che non lo è, quando sappiamo che è arrivato il momento, quando sappiamo che è giusto, quando sappiamo di aver fatto tutto ciò che potevamo… è difficile liberarsi dalla sensazione che avremmo potuto fare di più.

What shell we fight for?

Il nostro corpo entra continuamente in contatto con dei pericoli.
Per questo impariamo a difenderci constantemente.
Il corpo sa quando incontra qualcosa che non gli appartiene, anche quando non vorremo saperlo, il corpo rivela l’intruso… e attacca.

Poi, però…. proprio quando crediamo di aver pensato a tutto, di aver preso tutto le precauzioni, di essere al sicuro…ecco che tutto cambia, e adattarci è tutto quello che ci resta da fare…

Adattarsi o soccombere.
Se solo fosse facile…. devi lottare contro gli altri e contro te stesso…a volte, devi saper uccidere: fare tutto ciò che devi fare per sopravvivere.
Il problema è che siamo esseri umani e come tali vogliamo di più del semplice: sopravvivere.
Vogliamo la vita, vogliamo il successo, vogliamo l’amore, vogliamo il meglio da noi stessi.

Così lottiamo…
Siamo sempre in lotta…
Lottiamo come dannati per ottenere il meglio da tutte queste cose, il meglio dagli altri e, soprattutto il meglio da noi stessi…
Tutto il resto ci sembra come la morte.

Just this…

Il tuo corpo ha stroppicciato il mio, tanto che adesso non potrà più riavere la forma di prima…e nessuno potrà stare con me senza ritrovare un po’ di te.

Ci sono cose che si sento nella carne, ancora prima che sia possibile pensarle.
Desiderare te, è come stare sulle montagne russe…neanche il tempo di respirare e ti ritrovi a testa in giù…
A volte penso che la cosa peggiore del non averti addosso, sia l’averti addosso. Il che di solito provoca febbricitante eccitazione, adrenalina e pelle d’oca…
E per quanto mi sforzi, perché ammetto che ci ho pensato e provato, non riesco ad impedirmi di desiderarti…forse proprio per la mia insana passione per le montagne russe.

Del desiderio ho gustato quel poco che mi fa scegliere il fuoco, laddove anche dovessi bruciarmi..
perché per fare scintille, bisogna prima lasciarsi incendiare…
perché a volte, esplodere, è semplicemente l’unica cosa che ci rimane da fare…

Suffering and pain

Il dolore ti colpisce sempre alla sprovvista…
Ti segue di nascosto… aspetta finché il tuo corpo non si sentirà al sicuro, forte, sano…invincibile.
E’ qui che il dolore colpisce… è qui che il male entra in azione.

Il cancro è un mago delle sorprese.
Ti colpisce all’improvviso: una fitta leggera, un fastidio sopportabile, un dolore che va e che viene… la normale sofferenza con cui conviviamo tutti i gironi
E’ li che il tumore si mette in azione, e lavorando, diventa sempre più grande.
E nessun lo può mai prevedere.

Come affrontiamo il dolore dipenda da noi: accettarlo, elaborarlo, ignorarlo, conviverci…
Ma c’è solo un modo, per avere una possibilità di vincere: devi reagire, e preparati a combattere.

Il corpo non conosce la differenza tra l’inizio e la fine.
Il corpo ti dice semplicemente che qualcosa sta avvenendo, qualcosa sta cambiano…
a volte lo ignori…. altre volte gli dai retta.
Istinto?

Qualunque cosa sia, dovremmo imparare ad ascoltare e prenderci cura del nostro corpo…
perché è tutto ciò che abbiamo, e lo abbiamo solo adesso.