FASE 4

Fase 4: depressione

Quando le preghiere sono state ignorate e il nostro patteggiare è fallito arriva il punto in cui crolliamo nella depressione… nella disperazione.

Il dolore è una cosa che abbiamo tutti in comune, ma per ciascuno di noi ha un modo diverso di manifestarsi, sfogarsi, mostrarsi… non è solo la morte che ci fa soffrire, ma anche la vita, i cambiamenti, le delusioni, gli affetti e anche le persone.

Perché deve fare così schifo?
Perché deve fare così male?

Forse perché dovremmo vivere ricordando sempre che tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro.
Forse perché è proprio quando soffri così tanto che ti ricordi che sei vivo.

Non ci sono soluzioni né risposte facili.
Bisogna imparare a respirare, profondamente… e aspettare
aspettare che ad un certo punto il dolore vada a nascondersi da qualche parte.

E così impari a conviverci… la maggior parte delle volte impari a sopportarlo,
ma altre volte..

Il dolore arriva a tempo debito per tutti, a ciascuno il suo.
Devi solo imparare a conviverci, perché l’unica verità è che non puoi evitarlo e la vita te ne porta sempre dell’altro.

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Before

La storia comincia sempre nello stesso modo: con noi che stiamo bene.
Poi qualcosa cambia. E si comincia a stare sempre peggio…
Per risolvere correttamente il nostro problema, quindi, abbiamo bisogno di tutte le informazioni possibili. Perciò cominciamo a fare domande…e, soprattutto, cominciamo a raccontarci.

Facciamo domande e raccontiamo i nostri sintomi.
Facciamo domande non solo per capire, ma prima di tutto perchè vogliamo tornare a stare bene…

Ciò che vogliamo è tornare a come eravamo prima… vogliamo tornare a quel momento, a quel ricordo, quello che raccontiamo, quello in cui stavamo bene.
Prima…. come se potessimo tornare indietro.
Ciò di cui non ci rendiamo conto è il fatto che quando comiciamo a cercare risposte, quando iniziamo a parlare del prima, quando raccontiamo ciò che eravamo… è perchè siamo già nel dopo.
Significa che al prima non c’è più ritorno.

Allora, la prossima volta che inizierai a cercare le tue risposte, a ricordare com’era prima, a raccontare chi eri…
Racconta tutto…
ogni singolo, stupido, insignificante dettaglio.
è tutto importante.
non avere fretta.
prenditi tutto il tempo che ti serve.

E parti dall’inizio.

Once you learn how to die, you learn how to live.

Morire non è facile.
Il nostro corpo è stato fatto per rimanere in vita. Ossa, muscoli, cellule… tutti programmati per proteggerci, sostenerci, evolverci… vivere.
Ma quando il corpo comincia a cedere?

Il corpo umano è progettato per combattere, per compensare. Il nostro corpo è capace di adattarsi in modo che non gli serva ciò che non può avere.
Solo che a volte la perdita è troppo grande e il corpo non riesce a compensare da solo…

Come dicevo, morire non è facile.

Ci insegnano che vivere è meglio di morire… almeno, finché non lo è più.
Eppure, anche se lasciar morire una persona, anche se lasciare morire noi stessi, sappiamo essere la cosa giusta da fare, non siamo stati fatti per questo. Morire è come perdere, è come arrendersi, è come smettere di compensare la perdita… e anche quando sappiamo che non lo è, quando sappiamo che è arrivato il momento, quando sappiamo che è giusto, quando sappiamo di aver fatto tutto ciò che potevamo… è difficile liberarsi dalla sensazione che avremmo potuto fare di più.

Life

La vita è la cosa più fragile, instabile e imprevedibile che ci sia.
La vita è incerta, rischiosa e mutevole.
La vita è provvisoria, effimera e precaria.
L’unica cosa che si possa dire riguardo alla vita è che per lo più è fatta di scelte: sì o no. Questo o quello. Là o qua.
Poi ci sono le decisioni importanti, quelle che che contano davvero, quelle che la cambiano, la vita: Amare o odiare. Restare o scappare. Combattere o arrendersi. Vivere o morire.

Nasciamo, viviamo, moriamo. A volte non necessariamente in questo ordine.
Ci sono cose che sfuggono alla nostra volontà, decisioni che non siamo in grado di prendere, scelte che non abbiamo il beneficio di esprimere.
Perché mentre muori, muori dentro.

Il corpo umano sa essere testardo quando deve accettare un cambiamento, specialmente quando il cambiamento è un perdita.
La mente non abbandona la speranza tutto possa tornare ad essere com’era prima, perciò lotterà sempre per la speranza, con le unghie e con i denti.

Finché, alla fine, non elaboriamo un modo per comprendere questa nuova realtà…
Ammettiamo di aver fatto tutto il possibile e ci abbandoniamo. Ci abbandoniamo, ed arriviamo all’accettazione. Accettiamo che quello che non c’è più, non ci sarà più.

Vivere o morire: questa è la scelta, e non sempre dipende da noi.

Remember (me)

La morte cambia tutto.
Non è solo l’aspetto emotivo, affettivo, fisico del perdere una persona cara; sono più che altro gli aspetti pratici della vita di tutti i giorni.
Chi farà il tuo lavoro? Chi si prenderà cura della tua famiglia?
Per chi muore l’aspetto positivo è che non sarà più compito suo preoccuparsene, e non starà nemmeno a lui trovare una soluzione al problema.
Il mondo andrà avanti anche senza di te, e tu non sarai lì per vederlo.

Dicono che la morte sia più dura per chi rimane.
E’ vero: è così difficile dire addio, accettare la perdita… a volte sembra impossibile.
E’ perché anche se andiamo avanti, se troviamo nuovi equilibri, nuove svolte, nuove motivazioni… non smettiamo mai di sentire la mancanza.
E’ questo che rende tutto più difficile.

Nessuno vuole morire, ma soprattutto nessuno vuole essere dimenticato, così lasciamo dei pezzetti di noi alle nostre spalle, piccoli promemoria, segni del nostro passaggio fugace e temporaneo in questo mondo.
Una vita di attimi, fotografie, ricordi.
Cose per cui saremo ricordati anche quando non ci saremo più.