Back where I belong

Abbiamo raggiunto tutti quel livello di esaurimento tale per cui tutto sembra aver perso il suo senso. Il corpo ti fa male dappertutto, hai la mente annebbiata, sei cronicamente stanco e ti senti intrappolato in un tunnel senza uscita…Quel livello fisico ed emotivo tale per cui non desideri altro che abbandonare il proprio corpo sul letto e dimenticarne l’esistenza.
Il corpo umano è costruito per difendere le parti più vulnerabili del nostro sistema… o almeno è così che dovrebbe funzionare. Il corpo si “adatta”, perché non può rinchiudersi completamente, altrimenti saremmo tartarughe…o in ogni caso, non sarebbe davvero un corpo vivo.
Ci sono momenti in cui tutto sembra andare come dovrebbe andare. Succede quando il nostro corpo si allinea e risuona al suo ritmo, nel suo tempo, rispettando le sue battute e secondo la melodia delle proprie note…

È una musica silenziosa e muta, che rivela un’esplosione nel nostro corpo : qualcosa irrompe dentro di noi, rendendoci più forti, più presenti, più liberi…

È quando la natura sovrasta le nostre paure… rendendo l’impossibile… possibile.
Forse la gratitudine è questa: stupirsi della meravigliosa fatica che ci vuole per essere un essere umano. 

1-8 luglio 2017 Il PreTesto residenziale – Laboratori di teatro con Valentino Infuso 

http://www.ilpretestoerrante.org

Foto: Renato Arcuri

Remember

Dicono che possiamo reprimere i nostri ricordi. Non dimenticali, ma nasconderli…Forse, invece, la verità è che li teniamo soltanto al sicuro, da qualche parte custoditi in segreto senza essere visiti.
Da bambini siamo tutti esseri semplici e immediati. È solo crescendo che diventiamo tutti così complicati.

Cominciamo a nasconderci: nascondiamo i nostri sentimenti, costruiamo muri, diventiamo maestri del travestimento.

E ad un certo punto non ricordiamo più chi eravamo, come eravamo e cosa volevano davvero 

Arriva un momento in cui non sappiamo più cosa pensiamo e cosa proviamo.
Perciò non importa quanto siano dolorosi… i ricordi sono i nostri beni più preziosi, fanno di noi ciò che siamo oggi.

Ma soprattutto, possono riportarci lì dove tutto è cominciato…

The Me Nobody Knows (IL PreTesto CAP II)

Fa paura rivelare tutto di noi stessi.

Forse è sbagliato, forse doveremmo essere meno fifoni…
Però è anche vero che questa “paura” ci aiuta a essere riservati, a proteggerci.

Ci sono un mucchio di cose che gli altri non sanno di noi…
Ci sono aspetti di noi che gli altri magari non conosceranno mai…
Non è sicuro tirare fuori tutti i nostri segreti, non possiamo svelare tutta la verità ed esporci così al giudizio degli altri.

La vergogna è il nostro problema più grosso.

Cerchiamo di nasconderci per proteggerci dai giudizi degli altri, ma il nostro corpo non mente mai.
La verità è sempre qui, sotto gli occhi di tutti: nei nostri movimenti, nei nostri gesti, nel nostro corpo… che non deve dire neanche una parola per svelarsi.

Credo che sia la vergogna a dettare il comportamento umano.
La persona che crediamo di essere è ciò che raccontiamo agli altri per cercare di convincerli…
Ma non possiamo nasconderci per sempre. E il nostro corpo, non mente mai.

La vergogna può paralizzarci, la nostra idea di noi stessi può immobilizzarci, le nostre aspettative su chi saremo, su dove andremo, sulla differenza che faremo… sono ciò che ci lasciano fermi.
Potremmo morire dentro se le diamo questa possibilità.

Non lasciate che succeda.
Non defilatevi.
Non nascondetevi.
Non vergognatevi.
C’è del talento in noi… non deludiamolo.
Non fermiamoci al ordinario. Puntiamo ad essere straordinari.

I’ll be missing you

C’è una ragione se sono sempre stata da sola.
C’è un motivo se sostengo che da soli sia meglio.
Non penso che si possa essere più felici da soli… ma so che è più facile, da soli.

E così ho sempre detto che sarei stata meglio da sola.
Io, il mio lavoro, i miei pochi amici, i miei viaggi, le mie passioni…
Impegnarsi con qualcuno? Dà più problemi che vantaggi…
L’ho sempre detto che non era per me.

A quanto pare, ho cambiato idea.

Ho sempre pensato che se avessi amato qualcuno e poi fosse finita, e poi mi avesse tradito, e poi mi avesse lasciata…
e poi si fosse stancato di me?!

È più facile stare da soli.

Perché se impari che ti piace stare con qualcuno, e poi non puoi starci insieme…
se impari che desideri appoggiarti a qualcuno, e poi tutto crolla…
se impari che esiste qualcuno che ti può far sentire “al tuo posto”, e poi non questo qualcuno non ce l’hai più…

Potresti sopportare un dolore del genere?
Perdere qualcosa che hai tanto amato è come perdere un pezzo del tuo corpo, scoprirsi all’improvviso monchi di qualcosa che sapevamo essere indispensabile…

Bisogna imparare ad adattarsi
Adattarsi o morire…
E per quante volte lo possiamo aver sentito dire, l’abbiamo ripetuto e l’abbiamo metabolizzato, non è una cosa facile da imparare.

Siamo esseri umani, e chi sa perché vogliamo sempre di più.
Non possiamo accontentarci di sopravvivere.
Vogliamo l’amore, vogliamo la felicità, vogliamo il meglio…
vogliamo la pace… la cosa buffa è che per ottenerla, lottiamo come dannati…

Mi domando….

Domande

Il Re Del Niente

“Mi domando cosa racconti la sera, non ai tuoi amici, a loro già so cosa ripeti. Mi piacerebbe sapere cosa racconti a te stesso mentre fissi il soffitto bianco senza nemmeno un’imperfezione che ti fa sentire così imperfetto, quando non riesci a dormire perché da qualsiasi parte del letto ti giri, lo spazio è sempre troppo per una persona sola, perché hai tanto freddo e le coperte non riescono a scaldarti perché il gelo è dentro, cosa provi quando ti affacci alla finestra e non vedi nessuno correre dalla fermata dell’autobus nella tua direzione impaziente di abbracciarti e baciarti, quando stringi i denti e i pugni per non far uscire le lacrime perché le persone forti non piangono mai, solo qualche volta, solo quando sei da solo al buio e nessuno può vederle, quando il silenzio è così denso tra quelle mura che inizi a far uscire i pensieri per…

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Emergency

Durante i corsi di sicurezza del lavoro ti insegnano come fronteggiare un emergenza, un allarme o un semplice incidente.
Ti insegnano la differenza tra rischio e pericolo, ti informano sulle procedure da adottare e ti formano per essere efficiente e pronto in caso di necessità.

Il primo di tutti i consigli è sempre lo stesso: mantenere il sangue freddo.
Più facile a dirsi che a farsi.
Il nostro istinto ci porta a reagire alla situazione di emergenza…istintivamente. Il problema è che il nostro istinto non sempre è in grado di distinguere la semplice agitazione da un disastro imminente.

Il nostro istinto non conosce la differenza tra la sorpresa e l’incertezza, tra il panico ed il dubbio, tra l’inizio…e la fine.
Il nostro istinto ci dice semplicemente che dobbiamo andar via.
A volte lo ignoriamo, e decidiamo di restare per vedere come andrà a finire o per cercare di salvare il salvabile… è comprensibile.
Ma altre volte gli diamo retta, dobbiamo pur fidarci del nostro istinto,no? Altrimenti che ce lo abbiamo a fare?

– – –

C’è un altro consiglio che ti danno durante le lezioni di sicurezza sul lavoro, un consiglio che la maggior parte dimentica appena lasciata l’aula: quando si scappa, l’importante è chiudersi sempre la porta alle spalle.

Ho riflettuto molto sul perché di questo secondo consiglio. In fondo, se stai scappando cosa importa di quello che lasci dietro di te…
Alla fine ho capito: questo consiglio non è per la tua sicurezza, ma per quella degli alti. Chiudi la porta dietro di te, così che il fumo rimanga al di là e l’incendio non si propaghi più in fretta alle altre stanze.
A ben vedere, è un buon consiglio.

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La prossima volta che ti trovi davanti ad un’insegnate di sicurezza sul posto di lavoro, quindi, ricorda: tutte quelle regole, tutte quelle leggi, tutti quei consigli, non le ripete quotidianamente per il suo bene. Sono fatte per il tuo bene.
Ascolta tutto: ogni singolo, insignificante, noiosissimo dettaglio.
E’ tutto importante. E’ tutto indispensabile per gestire l’emergenza.

Ma ricorda sempre la cosa più importante di tutte: quando il tuo istinto ti dice di scappare… tu scappa.

E chiudi sempre la porta alle tu spalle… lascia bruciare ciò che c’è dentro.