TO PLEASURE

PIACERI:

il contatto dei piedi nudi con la sabbia calda e il mare freddo

il piccolo istante di vuoto allo stomaco prima del decollo del aereo

dormire al caldo nel tuo letto, cullato dal rumore della pioggia battente sul tetto

Daniel, che mi abbraccia e mi domanda “mi vuoi bene?”
Daniel che ride
Daniel

lo sguardo alla campagna dalla finesta della cucina… la mattina al sorgere del sole, o d’inverno ammirando la distesa innevata. I ricodi di quel luogo, le figure di noi bambini che giochiamo, ci rincorriamo, cadiamo, ridiamo, sbagliamo… cresciamo.
I ricodi, di quel che avremmo voluto essere, di quel che sognavamo… Stiamo vivendo la vita che immaginavamo? Siamo le persone che sognavamo di essere una volta cresciuti?
“Il ricordo delle cose passate non è necessariamente il ricordo di come siano state veramente.” – Marcel Proust

ridere, fino a far scorrere le lacrime e sentire i crampi alla pancia

il rumore dei pop-corn che scoppiettano nella pentola e il mangiarli, ancora caldi, guardando un film

la musica, in macchina per accompagnarti nel viaggio, in casa per farti ballare, cantare, rilassare, evadere…

nuotare, nel mare
correre, dove non ci sia cemento
arrampicarsi, su un albero
danzare

viaggiare, per gustare nuovi sapori, per contemplare nuovi colori, per conoscere nuovi rumori, per incontrare nuovi odori, per esplorare nuove consistenze… per occupare nuove luci.
Andare lontano, tornare forse, restare, partire, salpare, esplorare, soggiornare, risiedere, abitare… vivere.
“Niente è più inabitabile di un posto dove siamo stati felici” – Cesare Pavese

il caffè-latte col pane, la sera tardi, per cena

il rumore di passi conosciuti, l’incidenza del loro andare sul paviemento… presagio del incontro che avverà a breve (la nostalgia di non sentirli più)

il profumo… del cibo, di casa, del bagno schiuma del nonno, del bucato da stendere, di candele alla vaniglia, della pelle della persona che ami, distese di glicini, il mare, Coco Mademoiselle di Chanel…

il teatro, per conoscersi
il teatro, per riconoscerti
il teatro, per conoscere

tu che ti addormenti dopo aver fatto l’amore e la pace del mio corpo che si accoccola di fianco a TE
Credevo fosse per il sesso, ma non è per quello… il sesso non c’entra. E’ per quello che viene dopo…quando il mondo si ferma e io mi sento al sicuro, protetta, in pace… e amata.
“Allora le era dato di ritrovare quel che cercava, nella sensazione certa che esisteva un luogo in cui il mondo non era ammesso, e che coincideva col perimetro disegnato dai loro due corpi, suscitato dal loro stare insieme e reso inattaccabile dalla loro anomalia” – Alessandro Baricco

gli abbracci, stretti e affettuosi

il portico di casa, d’estate, uno spazio in attesa tra afa e silenzio

la gentilezza, mia, altrui, sconosciuta

la bellezza

leggere,
scrivere,

Amare.

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