FASE 5

Fase 5: accettazione.

E’ così che rimani vivo, quando il tuo corpo ad un tratto cede e tu soffri così tanto che non riesci a respirare, così intensamente che non credi ti salverai… è così che ti ricordi di essere vivo.
Scoprendo che un giorno, inspiegabilmente, non ti sentirai più così male. Non soffrirai più così tanto.
Perchè un giorno tutto questo dolore lascerà il posto ad altra gioia, ad altra felicità… ad altra vita.

Il meglio che possiamo fare, allora, è provare ad essere onesti con noi stessi:
non negare la soffereza
dar sfogo alla pressione cui siamo sottoposti
pregare
accogliere la depressione
accettare la nuova realtà delle cose.

La cosa più insopportabile del cordoglio è che non lo puoi mai controllare.
L’unica cosa che puoi fare è accoglierlo quando arriva…
e lasciarlo andare quando ci riuscirai…
quando alla fine sarai in grado di ammettere di aver fatto tutto il possibile e abbandonarti, finalmente…
arrivando all’accettazione.

Per quanto ci si affanni per evitarlo, a volte si cede… il nostro corpo cede.
E può fare paura… paura da morire.

Ma questo precipitare verso il fondo può anche essere l’occasione per i tuoi amici di afferrarti e salvarti.

 

Ci sono 5 fasi del dolore, sono diverse per ciascuno di noi, ma sono sempre cinque.
Rifiuto. Rabbia. Patteggiamento. Depressione. Accettazione.

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FASE 4

Fase 4: depressione

Quando le preghiere sono state ignorate e il nostro patteggiare è fallito arriva il punto in cui crolliamo nella depressione… nella disperazione.

Il dolore è una cosa che abbiamo tutti in comune, ma per ciascuno di noi ha un modo diverso di manifestarsi, sfogarsi, mostrarsi… non è solo la morte che ci fa soffrire, ma anche la vita, i cambiamenti, le delusioni, gli affetti e anche le persone.

Perché deve fare così schifo?
Perché deve fare così male?

Forse perché dovremmo vivere ricordando sempre che tutto potrebbe cambiare da un momento all’altro.
Forse perché è proprio quando soffri così tanto che ti ricordi che sei vivo.

Non ci sono soluzioni né risposte facili.
Bisogna imparare a respirare, profondamente… e aspettare
aspettare che ad un certo punto il dolore vada a nascondersi da qualche parte.

E così impari a conviverci… la maggior parte delle volte impari a sopportarlo,
ma altre volte..

Il dolore arriva a tempo debito per tutti, a ciascuno il suo.
Devi solo imparare a conviverci, perché l’unica verità è che non puoi evitarlo e la vita te ne porta sempre dell’altro.

FASE 3

Fase 3: patteggiamento

Quando smettiamo di essere arabbiati, quando capiamo che non possiamo più tornare al prima, quando smettiamo di negare ciò che è relmente succeso, l’ultima disperata mossa che ci resta da fare è pregare, implorare…patteggiare
Offriamo tutto ciò che abbiamo: la nostra anima, tutti i nostri beni, tutti i nostri giorni… tutto, pur di avere in cambio un solo giorno in più.
Preghiamo che ci vengano restituiti i piccoli fastidi quotidiani, gli sbuffi, le incomprensioni, le litigate, le lementele… tutto ciò che era orribile, ma che orribile non era affatto.
Perchè quando le cose davvero terribili ci colpiscono, tutto il resto, di colpo, sembra così ridicolo

Sembra tutto così insignificante adesso, vero?
Sarebbe stato diverso se avessimo potuto fin dal inizio?
Avremmo capito che quelli erano frammenti irripetibili della nostra vita?

FASE 2

Fase 2: Rabbia

Il sistema surrenale reagisce allo stress rilasciando ormoni che ci rendono attivi e reattivi.Il problema e’ che il sistema surrenale non sa distinguere la semplice agitazione da un disastro imminente.

Il nostro corpo è come un sistema pressurizzato e la pressione cui lo sottoponiamo è la più difficile da sopportare.

Come tutti i sistemi pressurizzati anche noi abbiamo bisogno di una valvola di sfogo. Ci dev’essere un modo per ridurre lo stress, la pressione, prima che diventi impossibile da sopportare.
Perché se la pressione non trova una via d’uscita se ne procurerà una tutta sua… Esploderà.

Esploderà in rabbia.

La rabbia esplode contro tutti, rabbia contro chi sopravvive, rabbia contro chi non c’entra, rabbia contro noi stessi… rabbia, rabbia, rabbia

Ci sono tanti peccati che commettiamo nell’arco della giornata e della nostra vita: ma la rabbia… può essere il peggiore di tutti. Sbagliamo a pensare che si possa controllare, che sia domabile…
Sbagliamo a sottovalutare la rabbia perché quando la pressione non scende ma aumenta, aumenta, aumenta…  la rabbia può portarti a superare ogni limite e quando succede, rischi di coinvolgere un mucchio di altra gente.

Non chiederti perché la gente diventa pazza, chiediti perché non lo diventa. Davanti a tutto quello che possiamo perdere in un giorno, in un istante, dovremmo invece chiederci cos’è che ci fa restare in piedi.

FASE 1

Quando subiamo una perdita, un lutto o stiamo per morire attraversiamo cinque fasi del dolore

Fase 1: negazione

La chiave per sopravvivere quando soffri è negare.
Nega di soffrire.
Nega di essere stanco.
Nega di essere impreparato.
Nega di avere paura.
Nega che sia successo proprio a te.

Ma ancora più importante: nega che sati negando.

Nega e rifiuta tutto. Credi solo a ciò che vuoi credere…
E funziona. Mentiamo così tanto e così bene che finiamo col credere alle nostre menzogne.

Ma la realtà è sempre lì… ed ha un modo del tutto inaspettato di presentarsi.
E noi non possiamo mentire a noi stessi troppo a lungo.

Soffriamo.
Siamo stanchi.
Siamo impreparati.
Siamo impauriti.
E negare non cambia la realtà.

La perita è così grande che non possiamo credere che sia successo proprio a noi…
Ma la realtà è proprio questa: abbiamo perso, siamo stati sconfitti e siamo abbattuti…

…e allora ci arrabbiamo

Before

La storia comincia sempre nello stesso modo: con noi che stiamo bene.
Poi qualcosa cambia. E si comincia a stare sempre peggio…
Per risolvere correttamente il nostro problema, quindi, abbiamo bisogno di tutte le informazioni possibili. Perciò cominciamo a fare domande…e, soprattutto, cominciamo a raccontarci.

Facciamo domande e raccontiamo i nostri sintomi.
Facciamo domande non solo per capire, ma prima di tutto perchè vogliamo tornare a stare bene…

Ciò che vogliamo è tornare a come eravamo prima… vogliamo tornare a quel momento, a quel ricordo, quello che raccontiamo, quello in cui stavamo bene.
Prima…. come se potessimo tornare indietro.
Ciò di cui non ci rendiamo conto è il fatto che quando comiciamo a cercare risposte, quando iniziamo a parlare del prima, quando raccontiamo ciò che eravamo… è perchè siamo già nel dopo.
Significa che al prima non c’è più ritorno.

Allora, la prossima volta che inizierai a cercare le tue risposte, a ricordare com’era prima, a raccontare chi eri…
Racconta tutto…
ogni singolo, stupido, insignificante dettaglio.
è tutto importante.
non avere fretta.
prenditi tutto il tempo che ti serve.

E parti dall’inizio.