Let it go

Sappiamo tutti qual’è la chiave della sopravvivenza: adattarci.
Ce l’ha insegnato Darwin… ce lo insegna la scienza… ce lo conferma la vita.
Ogni giorno nasce qualcosa di nuovo, e qualcos’altro muore..
Nuovi strumenti, nuove tecnologie, nuove idee…

Nella maggioranza dei casi tutte le nuove invenzioni, idee, strategie, piani… che vengono presentati servono ad aumentare la nostra efficienza, facilitare la nostra vita, migliorarla almeno…

La mia domanda è… è davvero così?

Per adattarsi la specie ha bisogno di eliminare tutto ciò che non serve più…
Noi, come esseri umani, dobbiamo capire cos’è che non funziona più e sostituirlo… o imparare a farne a meno.
Il segreto è capire cosa è davvero importante, e tenerlo ben stretto a te

Adattarci vuol dire imparare a riconosce le cose che davvero contano.
Ma la nostra storia è anche fatta di ciò che ci lasciamo alle spalle, di quello a cui abbiamo rinunciato, ciò che abbiamo scartato.

Tratteniamo le le cose che ci servono assolutamente.
Le cose che non servono più le lasciamo andare…

TEATRO-CUCINA®

Inconsapevoli della raffinatezza di un gesto tanto primitivo quanto quotidiano, riscopriamo che degustare è un atto vivo di piacere… Saper raccontare questo omesso piacere, è un atto artistico… Ma l’unica vera opera d’arte, in definitiva, è la pasta di cui siamo fatti.

Se oggi la mia ricerca mi avrà condotto da qualche parte, forse non sarà troppo lontano dal sapere di aver vissuto uno dei più bei pasti della mia vita.
Relegando però pietanze ed odori, sapori e porcellane al rango di non meno nobili rari accessori, ciò che in vero io ho divorato, guastato e assaporato, sono state le parole.

Le parole: scrigni che raccolgono, custodiscono, proteggono e poi raccontano un mondo isolato e un po’ dimenticato,  trasformando la realtà in un istante memorabile… ogni esistenza è unica e indimenticabile grazie al rapporto fra parola ed evento, nella misura in cui la prima riveste il secondo fissandolo eternamente nella biblioteca dei ricordi.
Così le parole hanno conferito al pasto consumato un’allegria, una malinconia, una memoria e un’eccitazione che quasi mio malgrado erano divenute esse stesse la sostanza prima del mio nutrimento.
Ciò che riscopro avermi alimentato non era il commestibile, ma le parole ad esso accompagnate.

E allora, forse, il punto non è tanto mangiare, né vivere.
Il punto è sapere perché.

TEATRO-CUCINA®
http://www.teatroinpolvere.it
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Once you learn how to die, you learn how to live.

Morire non è facile.
Il nostro corpo è stato fatto per rimanere in vita. Ossa, muscoli, cellule… tutti programmati per proteggerci, sostenerci, evolverci… vivere.
Ma quando il corpo comincia a cedere?

Il corpo umano è progettato per combattere, per compensare. Il nostro corpo è capace di adattarsi in modo che non gli serva ciò che non può avere.
Solo che a volte la perdita è troppo grande e il corpo non riesce a compensare da solo…

Come dicevo, morire non è facile.

Ci insegnano che vivere è meglio di morire… almeno, finché non lo è più.
Eppure, anche se lasciar morire una persona, anche se lasciare morire noi stessi, sappiamo essere la cosa giusta da fare, non siamo stati fatti per questo. Morire è come perdere, è come arrendersi, è come smettere di compensare la perdita… e anche quando sappiamo che non lo è, quando sappiamo che è arrivato il momento, quando sappiamo che è giusto, quando sappiamo di aver fatto tutto ciò che potevamo… è difficile liberarsi dalla sensazione che avremmo potuto fare di più.

No hope

Ci sono cose che non possiamo controllare.
Ci sono cose che non possiamo cambiare.
Ci sono cose che non possiamo sostituire.
Perché la verità è che non importa se sei in ritardo, se non sei pettinata, se ti si è rotta l’unghia, se non hai tempo per cucinare, se non sei preparata per la riunione col capo…
non importa nemmeno se hai le cellule del cervello in metastasi da quando ti sei seduta qui.
Non importa niente di tutto il resto…
Perché mentre muori, muori dentro.

Non c’è più niente da fare per TE: è l’ultima cosa che vorremo sentirci dire, non è vero…
Vuol dire: rinunciare… e non è facile per noi, per questo facciamo tutto il possibile per evitarlo. Nella vita, e anche nella morte.
Ma si arriva a un punto in cui tutto diventa troppo…tutto, e allora ci arrendiamo.
Ed è così che scopri che lì dove pensavi tutto finisse, è solo un altro punto di inizio…
…imparare a trovare speranze laddove sembra che non ce ne siano assolutamente più.