Give a little time to me

Da bambino uno pensa di averne in quantità di tempo, così tanto che si potrebbe anche pensare di farne dono a chi è quasi agli sgoccioli del suo.
Si, tipo fare un pacchettino, metterci dentro un po’ di tutto quel tempo che sembra eccedere a noi piccole creaturine incoscienti… E poi, offrirlo questo pacchettino: per un compleanno, per una festa, per Natale…

Io avrei voluto dare un pacchettino del mio tempo a TE nel Natale del 1989. Ma ero troppo piccola per capire che l’unico modo che in realtà avevo per donarti un po’ del mio mucchio di tempo era non sprecarlo.
Il tempo concessoci, assegnatoci, destinatoci dura solo il tempo che non avremo sprecato.
Tutto il resto va perduto.

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I’m gonna give you my body

Sul proprio corpo l’uomo deve imparare tutto. All’inizio non sappiamo niente e scopriamo giorno per giorno nuove abilità e potenzialità.
Poi il nostro corpo cambia, impara, migliora e ad un certo punto crediamo di aver raggiunto il pieno controllo di noi stessi, di conoscerci, capirci, padroneggiarci…

Ma, è davvero così?
Chiediti: sai chi sei?

Ci vuole soltanto una persona, un momento, un attimo, un disguido, un imprevisto per cambiare tutto quello che credevi di sapere…e così perdi le certezze che avevi, perdi il controllo.. di cosa? del tuo corpo ed ecco che ti senti all’improvviso debole e fragile, spiaziato e impotente.
Ma a volte non si tratta che di cambi di prospettiva, di nuovi equilibri… come un riscoprirsi bambini: doverosi, desiderosi e capaci di imparare ancora.
E’ un istante quello che ti costringe a mettere in discussione tutto ciò che pensavi di sapere, conoscere, padroneggiare…controllare.

Crediamo di conoscere il nostro corpo perchè possiamo nominare ogni sua parte, studiarne il funzionamento, capirne i meccanismi…
Ma la conoscenza che si limita al pensiero è incompleta perchè la dimora della nostra anima è il nostro corpo e tutto ciò che non muove il nostro corpo non ci tocca l’anima…
la sicurezza della conoscenza ci fa perdere il piacere della scoperta: la sorprendete scoperta che ciò che rende nostro, il nostro corpo, è che esso possa essere anche degli altri…e altre volte, che il nostro corpo non ci basta e allora desideriamo quello di un altro.
E’ questo che ci porta ad abbracciarci, stringerci, fare l’amore…far si che l’altro possa conservare addosso un pezzetto del nostro corpo, e tenerlo con se almeno tutta la vita.

Chiunque può dimenitcare un nome, una parola, un profumo…ma non dimenticheremo mai chi abbiamo tenuto sul nostro corpo…