Remember (me)

La morte cambia tutto.
Non è solo l’aspetto emotivo, affettivo, fisico del perdere una persona cara; sono più che altro gli aspetti pratici della vita di tutti i giorni.
Chi farà il tuo lavoro? Chi si prenderà cura della tua famiglia?
Per chi muore l’aspetto positivo è che non sarà più compito suo preoccuparsene, e non starà nemmeno a lui trovare una soluzione al problema.
Il mondo andrà avanti anche senza di te, e tu non sarai lì per vederlo.

Dicono che la morte sia più dura per chi rimane.
E’ vero: è così difficile dire addio, accettare la perdita… a volte sembra impossibile.
E’ perché anche se andiamo avanti, se troviamo nuovi equilibri, nuove svolte, nuove motivazioni… non smettiamo mai di sentire la mancanza.
E’ questo che rende tutto più difficile.

Nessuno vuole morire, ma soprattutto nessuno vuole essere dimenticato, così lasciamo dei pezzetti di noi alle nostre spalle, piccoli promemoria, segni del nostro passaggio fugace e temporaneo in questo mondo.
Una vita di attimi, fotografie, ricordi.
Cose per cui saremo ricordati anche quando non ci saremo più.

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It beats

Lo scheletro umano è un raffinato ed equilibrato insieme di 206 ossa tenute insieme dalle articolazioni.
Se togli un pezzo la struttura cede e tutto crolla.

Non è solo lo scheletro: l’intero corpo umano è composto armoniosamente da singoli organi che lo mantengono in vita. Ci sono i polmoni che ti fanno respirare, il cervello che ti fa pensare, gli occhi che ti fanno vedere, lo stomaco che ti fa sentire i crampi della fame.. e il cuore, che batte.
Sono tutti collegati.
Tirane via uno e il resto finisce in pezzi.

Ci sono un sacco di cose che ci fanno sentire vivi: la famiglia, la propria casa, l’amore, il cibo, il sole, il lavoro, il sesso…
Ma c’è solo una cosa che ci fa essere vivi davvero: un cuore che batte.