Tell me the Truth

Il lavoro di receptionist d’hotel ti permette di scoprire tanti aspetti della vita delle persone: le loro abitudini, le loro ossessioni, le loro aspettative, le loro routine …
In definita, scopri sempre la verità.

Noi lo diciamo continuamente non è vero? “Dimmi tutto. Voglio sapere la verità.”
Quello che, poi, dovremmo chiedere subito dopo è: “…e dimmi come posso sopportarla.”

Un bravo receptionist d’hotel è come le tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo.
Forse è per il mio lavoro, forse è per i miei studi, forse è per la mia tesi di laurea… col tempo sono diventata una che schiva le domane, evito di dare risposte.
Non lo faccio per riservatezza o cattiveria… lo faccio perché quando diciamo di voler sapere la verità… la verità è che non abbiamo idea di quello che stiamo chiedendo.

Com’è il detto latino? “veritas vos liberat
Ma cosa ne sapevano i latini della verità?

Volete sapere la verità? Ve la dico io.
La verità è sempre peggio di quello che ci si aspetta.
La verità è orribile.
La verità è scomoda.
La verità è spaventosa.
La verità fa male.
Ma, soprattutto, la verità, alla fine, sarà molto più di quanto possiate sopportare.

Stai attendo a quello che chiedi, dunque.
Perché quando, infine, scopri la verità… potresti non riprenderti più

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My hands

Le mani sono la parte del corpo che preferisco.
Ho sempre avuto un’attrazione quasi ossessiva per delle “belle” mani.
Soprattutto ho sempre ritenuto di avere io delle belle mani.

Le mani sono la parte più sincera di noi stessi: mani curate, mani sciupate, mani costruite, mani rovinate, mani sudate, mani sviluppate, mani invecchiate…
Mani che raccontano una storia: dove sono state, dove sono e (anche) dove vogliono arrivare.

Ciò che facciamo tiene attive le nostre menti e, molte volte, con esse le nostre mani.
Spesso, ciò che facciamo con le nostre mani, tiene occupato anche il resto del corpo…e, forse, ci tiene lontano dai guai e dai cattivi pensieri.
Quando non le adoperiamo le nostre mani sono disoccupate, e il corpo troverà del lavoro per queste mani oziose… e quando hai mani disoccupate, mente disoccupata, corpo disoccupato… la crisi è assicurata.
Al inizio, l’ozio può sembrarci una distrazione piacevole, e delle mani curate e incorniciate da splendide unghie ricamate, la copertina ideale da presentare in società… c’e’ solo da sfoggiarle sapientemente e fare bella mostra di se.

Abbiamo tutti bisogno di tempo libero per concentrarci su qualcosa che non sia il lavoro, la routine, gli impegni e gli obblighi consueti… anche se può voler dire concentrarsi su qualcosa che può spaventarci, intimidirci, sfinirci.
Staccare da tutto ciò che crediamo “normale” è l’unico modo per cambiare prospettiva.

Ed e’ solo dopo che vediamo le cose finalmente da un punto di vista tutto nuovo.
E ci rendiamo conto di quante cose sono capaci di fare le nostre mani…
… anche senza smalto e con le unghie corte.

Post Lezione_27: like an elephant

Tutti noi passiamo attraverso la vita come elefanti in una cristalleria.

Rompiamo, danneggiamo, frantumiamo, distruggiamo…
facciamo danni… a noi stessi e ad altre persone.
Il problema è trovare, poi, il modo di riparare ai disastri che abbiamo combinato.

A volte la realtà dei danni che abbiamo causato ci coglie di sorpresa… a volte, quando ce ne rendiamo conto, pensiamo di poter riparare al danno fatto… e a volte il danno è qualcosa che non riusciamo neanche a vedere.

Siamo tutti feriti a quanto pare, alcuni di noi più di altri.
Ci portiamo dentro di noi ferite, graffi e bastonate subite… e a volte, tutto ciò che riusciamo a fare è restituire il male che abbiamo ricevuto.

Perché, in definitiva, chi di noi è immune?
In fin dei conti tutti noi feriamo qualcuno. E veniamo feriti da qualcun’altro…
e poi ci mettiamo all’opera per rimediare… per quanto questo sia possibile.

Ma, a volte, non si può più rimediare, a quanto pare.

O forse,
Si.

Instinct

Quello che ci serve per affrontare con successo le nostre piccole e grandi sfide quotidiane sono tre cose: sicurezza, coraggio ed istinto.

Quando parliamo di istinto, non possiamo fingere di essere immuni al suo potere.
Ci sono sensazioni che proprio non riusciamo ad ignorare: sono dei piccoli allarmi che si insinuano nelle nostre orecchie e non possiamo fare a meno di sentirli risuonare incessantemente; sono dei leggeri fastidi che si infilano sotto la pelle e non possiamo più smettere di grattarci; sono dei sassolini che non ci danno pace finché non liberiamo il nostro piede dalla scarpa che lo imprigiona.

Puoi provarci quanto vuoi, ma non puoi ignorare il tuo istinto

E poi in fin dei conti, non è quello che dicono tutti: “segui sempre il tuo istinto!”

My Skin

Sentire.

La pelle è l’organo più esteso del corpo. E’ lì per proteggerci dagli attacchi che riceviamo dal mondo esterno. Ci rende impermeabili, ci preserva, ci ripara.
E poi, ci fa sapere cosa stiamo provando… ci fa sentire: caldo, freddo… tormento, sollievo… piacere, dolore…

La pelle. Incredibile pensare che un organo così fragile e vulnerabile, altamente sensibile, possa avere la funzione di proteggere il nostro corpo.

Non conosco nessuno che consideri la pelle qualcosa di veramente importante, pensiamo più a quello che ci sta dentro… come se all’interno di essa nascondessimo segreti inaccessibili.

E invece, per quanto ci sforziamo di ignorarla e renderla impenetrabile, lì ci sono milioni di terminazioni nervose aperte ed esposte, fin troppo sensibili.
Serve delicatezza e sensibilità.

Facciamo il possibile per evitare di sentire… il caldo, il freddo… il tormento, il solliveo… il dolore, il piacere,
Ma a volte è semplicemente inutile… a volte è l’unica cosa che rimane da fare…
sentire.

Post Lezione_25: Paranoia

La paranoia può essere un vantaggio per un attore, immaginiamo gli errori peggiori che possiamo commettere, le scene più brutte che si possano vedere, ci sminuiamo come se i nostri personaggi non fossero mai abbastanza … reali.
E anche quando dopo prove e riprove, aggiustamenti e modifiche iniziamo a sentirci a nostro agio nei panni di qualcun altro, c’è quella vocina nella testa che ti sussurra: «E se non fosse abbastanza realistico? E se poi dimentichi le battute? E se si potesse fare ancora meglio?»
E così non ti accontenti mai, perché c’è sempre la possibilità di un qualcosa in più, di una sfumatura più naturale, di una voce più impostata, di una movenza più adatta…
La paranoia ci fa ricercare avidamente la perfezione. Per questo è la nostra migliore amica.

Siamo così vulnerabili per il timore, l’ansia di non sapere quello che accadrà quando in fine saliremo su quel palcoscenico… e alla fine è del tutto inutile.
Perché tutte le preoccupazioni e tutto il pianificare continuamente cose che potrebbero o non potrebbero accadere non fa altro che peggiorare la situazione e rovinare l’adrenalinica emozione di costruire insieme ai nostri compagni uno spettacolo che toglierà il fiato.

E allora… esci a fare due passi, canta sotto la doccia, schiaccia un pisolino… insomma fai qualunque cosa ti faccia sentire bene, ma smettila di preoccuparti.
Perché l’unica cura contro la paranoia è essere qui, così come sei.