Lesson_14: IMPROVISATION

In generale, la gente si può dividere in due categorie: quelli che amano le sorprese e quelli che non le amano.
Io… non le amo.

Ho sempre pensato che le persone che amano le sorprese siano dei totali incoscienti, o degli assoluti pianificatori. Avere sempre ben chiaro un piano d’azione è il punto di partenza essenziale per una altrettanto efficiente strategie operativa.

Il problema dei piani, però, è che il più delle volte non tengono conto dell’imprevisto: perciò quando qualcosa ci sorprende, sul lavoro, in amore, nella vita di tutti i giorni… l’unica cosa che ci resta da fare è improvvisare. E come in tutte le cose, qualcuno di noi ci riesce meglio di qualcun altro.

Non ci piace dover cambiare strategia.
A volte cambiare vuol dire passare al piano B e fare del nostro meglio per limitare i danni.
Altre volte quello che ci serve per ottenere ciò che vogliamo è semplicemente un nuovo piano.
Ma qualche volta, l’unica cosa che ci resta da fare è accettare che nessun piano potrà portarci a ciò che desideriamo.

Sappiamo essere veramente testardi quando si tratta di accettare il cambiamento.
La nostra mente preserva intatta la speranza che si possa tornare intero.
Possiamo sforzarci quanto ci pare, ma la nostra mente lotterà strenuamente per quella speranza: con le unghie e con i denti si aggrapperà all’ultimo brandello che ne resta…
Finché, d’un tratto, non trova un suo modo per capire questa nuova realtà.
Ed accettare che, spesso, ciò che è perso è perso per sempre.

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