The day after…22 Dicembre 2012

Alcune persone sostengono che sia possibile sentirlo… senti quando stai per morire. Dicono che è una sensazione, come una sorta di sesto senso.
Qualunque cosa sia, sostengono che quando la morte ti si sta avvicinando puoi sentirla arrivare.

Non credo che sia così, non credo che si possa sentire qualcosa che ci avverta che la fine è imminente. Non lo credo semplicemente perché non ho mai conosciuto nessuno pronto ad accettare l’idea di morire.
Nessuno di noi è mai pronto a morire, e ancora di più, nessuno di noi è pronto a veder morire le persone che ama. C’è qualcosa di innaturale nella morte, qualcosa di estraneo all’essenza umana.
La verità è che come esseri umani impegniamo la maggior parte del nostro tempo a concentrarci sul futuro, a pianificarlo, a lavorare per realizzarlo.
Perché nella nostra mente c’è sempre un domani… pianifichiamo, ideiamo, progettiamo senza renderci conto che la vita è adesso, non dopo la scuola, non dopo l’università, non dopo il matrimonio, dopo i figli… è adesso, ed è tutto qui, in questo istante.
Se ti distrai un attimo, te la sei persa.

Se davvero esistesse una qualche sorta di sesto senso, di campanello di allarme, di presentimento… bè, sicuramente farebbe paura, perché anche se lo sapessi… cosa potresti farci?
Se sapessi che è il tuo ultimo giorno di vita..cosa faresti?

Did you say it? ‘I love you. I don’t ever want to live without you. You changed my life.’ Did you say it? Make a plan. Set a goal. Work toward it, but every now and then, look around; Drink it in ‘cause this is it. It might all be gone tomorrow.

– Grey’s anatomy 5×24 –

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Post Lezione_11:HUG ME

Quando siamo piccoli, quando siamo bambini, siamo creature semplici, genuine e sincere: piangiamo per dire che qualcosa ci ha feriti, ridiamo quando siamo felici.
È solo da adulti che diventiamo degli esseri complicati e contorti. Più cresciamo, più ci trasformiamo, cominciamo a nascondere i sentimenti, a costruire muri, indossiamo maschere, ci comportiamo secondo gli schemi… fino ad arrivare al punto in cui non sappiamo mai veramente cosa qualcuno pensi o provi. Senza sapere come, diventiamo maestri del travestimento.
Non è sempre facile dire quel che pensiamo, a volte dobbiamo essere costretti a farlo. Altre volte invece è meglio tenere le cose per sé, tacere, anche quando il nostro corpo smania dalla voglia di dire tutto.

Ma c’è una cosa che può cambiare tutte le carte in tavola, un gesto che può privarti dell’atto stesso della comunicazione verbale a favore di qualcosa di più carnale e tangibile, un movimento che quando espresso abbatte ogni muro, ogni maschera, ogni distanza, ogni travestimento.
Un abbraccio.
Perché quando abbracci, qualsiasi parola, qualsiasi espressione, qualsiasi sensazione semplicemente si annulla.
Perché quando abbracci, quando lo fai intenzionalmente, tutto intorno diventa un po’ magico…il tuo respiro si accorda con l’altro, il tuo flusso sanguigno si concilia con l’altro, il tuo cuore batte in armonia con l’altro. E a ben guardare in quell’incastro di braccia, teste, corpi che si uniscono tutto ha un suo equilibrio, una sua forma, una sua identità.
E se sei fortunato, quell’attimo di magia, potrebbe rivelarsi la chiave per capire tutti gli enigmi e miseri che artificialmente cerchiamo di frapporre fra noi.

Ma come ho detto, a volte è meglio tacere. E così scegliamo il silenzio, manteniamo il segreto…
e ci arrangiamo per trovare altri modi che ci rendano felici.

Sleep

Succede questo quando ti addormenti di fianco a qualcuno: abbandoni ogni remora e diffidenza che potevi avere nei suoi confronti e gli affidi i tuoi i sogni, la tua anima, la tua persona.

Ci sono persone che si addormentano ovunque, sulla panchina del giardino, nel sedile posteriore della macchina, sulla sedia al ristorante. E poi ci sono quelli come me, che non abbassano mai la guardia.
Condividere qualcosa di così intimo e profondo con un’altra persona può essere spaventoso e disarmante.

Dormire è la cosa più naturale del mondo, basta chiudere gli occhi e lasciarsi accogliere dalle braccia di Morfeo. Allora perché per alcuni di noi è così difficile lasciare che, perfino qualcosa di così naturale e umano, ci permetta di abbassare la guardia per un momento?
La fiducia per qualcuno di noi è una meta irraggiungibile. Lo desideriamo, ma non riusciamo a fidarci degli altri.

Alla fine della giornata, comunque, quando si arriva in fondo, l’unica cosa di cui in realtà sentiamo il bisogno è stare vicino a qualcuno. Quindi il fatto di prendere le distanze e fingere che non ce ne freghi niente degli altri, sono solo un mucchio di stupidaggini.
Quindi l’unica cosa sensata che dovremmo fare durante il giorno è scegliere a chi vogliamo rimanere vicini la notte. E una volta che abbiamo scelto queste persone fare di tutto per tenercele ben strette, perché nonostante le difficoltà e la frenesia della nostra vita, le persone che sono ancora disposte a stare lì con noi alla fine della giornata sono quelle che vale la pena tenersi accanto.

Perché a volte, quell’invasione dello spazio personale può essere esattamente ciò di cui si ha bisogno.

Post Lezione_10: SACRIFICE

La chiave per essere una persona di successo è rinunciare.
Rinunciare al sonno, agli amici, agli amanti, a una vita normale, alla famiglia, alle ore di svago…
Sacrifichiamo tutto per quell’unico desiderato momento: il momento in cui diremo “ce l’ho fatta”.
Ci sono giorni in cui pensi che valga la pena sacrificarsi per tutto, e ci sono giorni in cui ogni cosa sembra un sacrificio.
E poi ci sono sacrifici che non si capisce proprio perché si debbano fare.

Qualcuno una volta disse che si può ottenere ciò che si vuole nella vita, se siamo disposti a sacrificarci veramente per essa.
Quello che in realtà credo si dovrebbe dire è che ogni cosa ha il suo prezzo, quindi prima di affrontare una battaglia è meglio sedersi a pensare, e decidere quanto si è disposti a perdere.
Perché molto spesso fare quello che ti far star bene non significa fare ciò che è giusto. E altrettanto spesso fare ciò che è giusto non è detto che ti faccia stare così bene.
Perché a volte, per avere successo, bisogna aver perso parecchio. A volte bisogna perdere tutto.

Ovviamente i sacrifici più duri sono quelli che ci piombano addosso al improvviso, quando non c’è tempo di escogitare una strategia, di fare una scelta, o di valutare le potenziali perdite.
Quando questo accade, quando è la battaglia che ha deciso di scegliere noi, e non viceversa, allora il sacrificio diventa insopportabile.

Give Presents

Il mio regalo di Natale più bello?
Non c’è, perché per me il giorno di Natale è il giorno più triste e brutto dell’anno.
Non ho ricordi belli legati al 25 Dicembre, ma un unico triste ricordo di privazione che si ripete in questo giorno ogni anno e non potrà mai essere cancellato.
Quindi a chi regala e porta doni, io rispondo che non fa per me tutta questa atmosfera di altruismo e generosità.

Il punto è che secondo me ogni giorno noi abbiamo l’occasione di dare.
Può essere complicato, può essere scontato, può essere doloroso e a volte addirittura spaventoso, ma alla fine ne vale la pena. Ogni volta che abbiamo l’opportunità di dare, e la cogliamo, abbiamo reso prezioso quel tempo così dedicato.
Magari i doni non saranno sempre cose eclatanti.
Forse in definitiva il dono è semplicemente provare a far sorridere un’infelice. Forse è riuscire a chiedere scusa a qualcuno. Forse è capire il punto di vista di un’altra persona. Forse è mantenere il segreto di un amico. Forse è rivelare i propri sentimenti alla persona amata…

La gioia a quanto pare è nel dare, così quando la gioia sparisce, quando dare comincia a diventare un peso, allora smetti.
Ma se a chi hai deciso di donare è veramente importante, darai fino a stare male, e dopo darai ancora.

E a ben guardare, di tutto ciò che possiamo dare, la nostra cosa più importante da donare è il presente.

C’è un detto: Ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi è un dono … per questo si chiama presente

Lezione_9: THE GAME.

Com’è che si dice? c’è chi ha la stoffa e chi no.
I miei compagni di corso sono dei campioni, mentre io.. io sono fottuta.

Non riesco a trovare una ragione per la quale faccio un corso di teatro.
Riesco a trovarne migliaia per cui dovrei smettere: non mi piace andare sul palcoscenico, non ho mai sognato di fare l’attrice, sono svogliata e la memoria non è mai stato il mio forte, parlo troppo in fretta e se sono agitata parlo ancora più in fretta, mi scappa da ridere e non mi prendo sul serio, non mi piace stare in gruppo e tanto meno dover dipendere dalle volontà di qualcun altro.

Come ho già detto, io sono fottuta.

E poi sembra che rendano apposta le cose difficili. Arriva un momento in cui diventa più che un semplice gioco e tocca a te a quel punto decidere se fare quel passo in avanti oppure voltarti e andartene via.
Alcuni di noi amano giocare, a qualsiasi gioco, e poi ci sono alcuni di noi che amano giocare.. un po’ troppo. I giochi hanno a che fare con lo svago, le distrazioni, il divertimento. Li facciamo per divertirci, per rendere la giornata più interessante, per distrarci da quello che la vita ci infligge quotidianamente.
Quindi gioca! Gioca rilassato e libero, come se non ci fosse niente di più naturale.
Perché non importanza se vinci o se perdi… ma come giochi la partita.

E io?
Bè, io potrei mollare ma c’è un problema.. mi piace troppo l’arena.