Peace

Se chiedete a un attore perché ha deciso di fare quel mestiere, la maggior parte di loro vi dirà che è per l’esaltazione, l’adrenalina, l’ebbrezza che provi mentre interpreti un personaggio straordinario su di un palcoscenico con tutti gli occhi puntati addosso a te in attesa di una grande performance. O almeno questo è quello che credo io.

Per me non è così. Forse è perché ho frequentato una classe di 17 femmine freneticamente indaffarate a distruggermi l’esistenza… sicuramente è per questo. E’ stata la calma a portarmi al teatro. La sala prove di un teatro è un posto tranquillo, sereno, lontano dalla realtà e dalla quotidianità.
Deve esserlo perché si possa restare concentrati e trovare l’ispirazione, l’estro, la magia.
In sala prove, coi compagni di corso, tutto il frastuono del mondo, tutte le preoccupazioni, tutte le difficoltà, tutte le ingiustizie… spariscono.
La calma scende su di te, il tempo passa senza pensieri, in quel momento, ti senti completamente in pace.

La pace non è uno stato permanente: esiste a momenti, è fugace, svanisce prima ancora che ce ne accorgiamo. Possiamo sperimentarla in qualsiasi occasione, nell’attesa all’uscita di scuola di tuo figlio, nella pianificazione di un viaggio futuro o semplicemente nel conforto di un caffè con un amico.

Ogni giorno sperimentiamo momenti di pace. Il trucco è capire quando arrivano per poterli godere appieno e viverli.
E alla fine lasciarli andare.

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