Scricchiolare 

Il dolore colpisce in varie forme: una fitta leggera, una normale sofferenza quotidiana, un colpo improvviso…un trauma..Per ognuno c’è il suo.

E a volte, dopo un po’, non riesci a vedere altro che il tuo immenso dolore…
Il mio dolore è uno di quelli che va e che viene…non è costante, non è perenne 

A tratti scompare, la mie mente e il mio corpo lo dimenticano, si muovo rapidi, viaggiano leggeri, sembrano liberi…poi improvvisamente ritorna, e ecco c’è spazio solo per quel dolore, che sgorga dagli occhi, brucia lo stomaco e attanaglia il respiro …

Quando finirà tutto questo, mi chiedo?

Come faccio a mandarlo via?
È un dolore dal gusto secco, ma al tatto morbido…duro da masticare, ma accogliente e rassicurante: se soffro è perché sento ancora, è perché mi muovo ancora, è perché sono ancora io…

Dov’è la fine ? Quando arriva l’ultimo spasmo di questo dolore?

Quando sarò libera?
Ed è così che scopro di essere libera nel momento stesso in cui il dolore è più forte, quando sento che cederà tutto, ecco la realtà: il dolore esiste per dirmi qualcosa.

C’è qualcosa che scricchiola, e non è il mio cuore… 
Che cosa sta scricchiolando è la domanda accanto a me sul cuscino…

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FATTI

I fatti non sono sempre come appaiono.
E’ cosi che si dice no: “l’apparenza inganna”, “nulla è mai come appare”…

E se invece la risposta più ovvia, fosse quella giusta?

Spesso i fatti, così come si manifestano, ci fanno intuire che andando in profondità c’è qualcosa di più grave… sono come bandiere rosse sulla spiaggia, sirene d’allarme anti-incendio, suggerimenti di aspetti a cui dovremmo prestare attenzione.

Ci sono cose che non dovremmo mai ignorare, sensazioni brutte che potrebbero farci davvero male…

Fatti ai quali forse è troppo tardi per rimediare.

Back where I belong

Abbiamo raggiunto tutti quel livello di esaurimento tale per cui tutto sembra aver perso il suo senso. Il corpo ti fa male dappertutto, hai la mente annebbiata, sei cronicamente stanco e ti senti intrappolato in un tunnel senza uscita…Quel livello fisico ed emotivo tale per cui non desideri altro che abbandonare il proprio corpo sul letto e dimenticarne l’esistenza.
Il corpo umano è costruito per difendere le parti più vulnerabili del nostro sistema… o almeno è così che dovrebbe funzionare. Il corpo si “adatta”, perché non può rinchiudersi completamente, altrimenti saremmo tartarughe…o in ogni caso, non sarebbe davvero un corpo vivo.
Ci sono momenti in cui tutto sembra andare come dovrebbe andare. Succede quando il nostro corpo si allinea e risuona al suo ritmo, nel suo tempo, rispettando le sue battute e secondo la melodia delle proprie note…

È una musica silenziosa e muta, che rivela un’esplosione nel nostro corpo : qualcosa irrompe dentro di noi, rendendoci più forti, più presenti, più liberi…

È quando la natura sovrasta le nostre paure… rendendo l’impossibile… possibile.
Forse la gratitudine è questa: stupirsi della meravigliosa fatica che ci vuole per essere un essere umano. 

1-8 luglio 2017 Il PreTesto residenziale – Laboratori di teatro con Valentino Infuso 

http://www.ilpretestoerrante.org

Foto: Renato Arcuri

Act your body

Il corpo è un insieme di possibilità.

Vorrei che vi fermaste ad osservare bene il corpo che avete davanti… il vostro strumento.

Non ha nulla di speciale.

È solo un corpo.

Ma allora, cos’è che c’è di diverso? Cos’è cambiato dopo oggi? 

La risposta è…noi.

Siamo noi ad essere cambiati, ora. Abbiamo preso tutto ciò che pensavamo di sapere sulle nostre azioni, sul nostro corpo… e lo abbiamo messo da parte. Abbiamo osservato ogni movimento, ogni istante, ogni singola azione… abbiamo osservato questo nostro corpo, come se non lo avessimo mai visto, usato, ascoltato, studiato prima d’ora.

Ed è da questo corpo che abbiamo cominciato…

#ilPreTesto laboratorio di Teatro con Valentino Infuso –> http://bit.ly/1NvwvSI

Il PreTesto 

È intenso quello che può succedere in una sala prove di un teatro, quando sono i nostri copri ad essere chiamati a l’azione, molto più delle nostri menti.

C’è qualcosa di più essenziale, profondo e forte nel agire del nostro corpo. 

Ho imparato che di tutto quello che mettiamo in campo certi di esprimere noi stessi: molto non è necessario, qualcosa è superfluo, tanto è inutile…

Se accettiamo la sfida di smettere di nasconderci nella forma del racconto che vogliamo dare di noi, potremmo sorprenderci nello scoprire quale potere e potenziale espressivo (ed esplosivo)  abbiamo a disposizione spogliandoci del idea che abbiamo nella nostra mente e imparando a lasciar emergere ciò che siamo realmente nel nostro copro.

L’essenziale è imparare a restare in stretto contatto con il proprio corpo… e nei momenti di sconforto, affidarsi ai propri compagni d’avvenuta.
IL PRETESTO laboratorio di teatro in 4 capitoli –> http://bit.ly/1NvwvSI

 

Unexpectedly

Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.

Pensiamo sempre di conoscere il futuro, aspettandoci e immaginandoci che andrà in un modo o in un altro…a volte anche solo per un secondo, pensiamo di poterlo anticipare, e fare la mossa giusta.

Ma il futuro cambia sempre.

A volte il futuro cambia in fretta e inaspettatamente… e tutto ciò che possiamo fare è scegliere cosa fare dopo che le cose non sono andate come avremmo voluto noi: possiamo scegliere di avere paura, possiamo scegliere di restare immobili, possiamo scegliere di restare lì ad immaginare che possa capitare il peggio o possiamo scegliere di mettere in atto i nostri schemi di atteggiamento consolidati, provati e riprovati, facili, sicuri e rassicuranti.
Oppure… possiamo fare un passo avanti verso l’ignoto e lasciare che sia inaspettato.

Perché ci fa stare così bene buttare via tutto il superfluo?
Forse perché quando vediamo quanto poco ci serve per sopravvivere, per vivere davvero, ci rendiamo conto del potere che abbiamo, in realtà, nello spogliarci di tutto e restare solo con ciò che siamo realmente.

E’ una decisione audace, lasciare tutte le proprie aspettative, i propri schemi, le proporie certezze, le sicurezze…e trattenere solo ciò di cui non possiamo fare a meno, ciò che ci serve per  davvero… e non solo per sopravvivere, ma per stare bene, per essere veri.

Il problema delle decisioni audaci è che ti spaventano. Possono finire in lacrime o in delusioni colossali… ma è per questa ragione che possono essere così emozionanti.

Shy 

Perchè preferiamo essere riservati?

Perchè quando hai un pubblico, anche i momenti più piccoli, anche gli sbagli più insignificati… finiscono per sembrare immensi. 

Il trucco per sopravvivere ad un laboratorio di teatro? Non lasciare che la pressione ci trattenga dal correre rischi più grandi. Devi semplicemente uscire dalla tua natura, dalla tua routine… e mostrarti nudo e spaventato.

E poi… fare finta che nessuno ti stia guardando.